martedì 27 marzo 2018

BLUT, Inside my mind pt. II (2017)


Nati sotto l’egida di Alessandro Schümperlin (voce e programmi), i Blut propongono una gradevole mistura di industrial, gothic e darkwave, in cui l’apporto di Marika Vanni, Valentina Carlone, Vittorio Rondino e Giulio Capone è stato importante per dare una svolta ad un progetto nato come one man band. Dopo Inside my mind pt. I è ora la volta di un secondo capitolo in cui emergono con ancora più prepotenza le influenze di act come Tiamat, Suicide Commando, Pain, Rammstein e in parte dei nostrani Death SS, tutte filtrate con una certa dose di cupa elettronica. Il leader è però molto attento nel costruire brani sì potenti ma anche piuttosto ruffiani, con chorus immediati e di facile presa, un’attenzione per quest’aspetto che potrebbe risultare determinante per avere qualche passaggio sui dancefloor EBM. Double trouble è il classico inizio di un album del genere, aggressiva ma con ampi squarci melodici, così come segue lo stesso copione la seguente Reduplicative, una doppietta che traccia il solco del lavoro. Jerusalem calls me è il singolo scelto, probabilmente per via del riuscito refrain epicheggiante che da subito colpisce l’ascoltatore. A matter of choice si adagia su un intelligente uso delle dinamiche elettroniche e su un chorus in cui spicca la voce della Vanni, mentre dopo il breve intermezzo strumentale Kesswill 25-7-1875 la band propone la particolare trama di Sigmun Freud ist mein Nachbar, una ballata folk in tedesco con tanto di fisarmonica. Preferisco però i Blut della successiva Wind ego, granitica e tirata presenta un substrato industrial metal non indifferente, prima di My naked soul, brano in cui è di nuovo la Vanni a catturare l’attenzione. Folly of two esalta il dualismo tra le due voci ma è il finale di Ekbom a consegnarci uno dei momenti migliori, intriso di greve industrial mostra il lato più consono del gruppo di Schümperlin, che ci saluta in realtà con l’extended version di Jerusalem calls me, bonus che non aggiunge molto ad un lavoro appetibile sia per gli amanti dell’electro dark sia per chi è maggiormente devoto ai suoni dell’heavy metal. (Luigi Cattaneo)
 
Jerusalem calls me (Official Video)
 

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