domenica 1 ottobre 2017

OSSI DURI, Nati sotto il segno di Zappa (2017)

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Nati sotto il segno di Zappa è il nuovo omaggio degli Ossi Duri a Frank Zappa, musicista da sempre punto di riferimento per la band e che qui viene omaggiato con un grandioso live album (formato cd più dvd) registrato all’Auditorium di Milano il 18 dicembre del 2013. Dopo 24 anni dalla sua morte il mito zappiano resiste, anzi, con il tempo è divenuto una sorta di classico, di standard del rock, una figura mito con cui il quintetto (Ruben Bellavia alla batteria, Alessandro Armuschio alle tastiere e alla voce, Martin Bellavia alla chitarra e alla voce, Andrea Vigliocco alle percussioni e Simone Bellavia al basso e alla voce) si è spesso confrontata, collaborando anche con Ike Willis, cantante e chitarrista per ben dieci anni alla corte del musicista italo-americano. Il tributo qui presente rispecchia il credo del gruppo, da sempre fautore di un sound passionale, che sprigiona energia e irriverenza da ogni poro, unendo con naturalezza umorismo, ironia e complessità strutturale senza scadere nell’autocompiacimento referenziale. Per l’occasione ritroviamo sul palco con loro Elio (presente in buona parte dei brani) e Fabio Treves, armonicista storico del blues italiano (chi non conosce la Treves Blues Band rimedi subito!) che nel lontano 1988 (Palatrussardi, Milano) ha suonato proprio insieme al genio di Baltimora. Gli Ossi Duri hanno la capacità di avvicinarsi al crossover di Zappa senza paura, si trovano a loro agio nel mescolare soluzioni variegate in cui si passa dal blues al rock toccando il progressive, un percorso dai contorni folli e sempre sorprendenti anche a distanza di decenni. Il cd e il dvd presentano gli stessi esaltanti pezzi (ad eccezione di Tell me you love me presente solo nel formato video in cui troviamo tra l’altro sia Elio che Treves), con le prime sei tracce che vede i soli Ossi Duri a divertirsi e divertire con una prestazione a dir poco perfetta. Le successive regalano di volta in volta il tocco preciso e unico di Fabio all’armonica o il carisma immutato di Elio (con Cosmik Debris che li vede entrambi impegnati sul palco), per quello che si può considerare un capitolo altamente significativo della carriera dei piemontesi. (Luigi Cattaneo)   
 
 
 

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