giovedì 12 gennaio 2017

ANTILABÈ, Diacronie (2011)


Scoprire a distanza di anni un album e rimanerne affascinati. È quanto può succedere ascoltando Diacronie, secondo album degli Antilabè (Carla Sossai alla voce, Luca Crepet alla batteria e alle percussioni, Adolfo Silvestri al basso, alla chitarra classica, al bouzouki e al contrabbasso, Luca Tozzato alla batteria e alle percussioni e Marino Vettoretti alle chitarre e alle tastiere) datato oramai 2011 e che pur presentando richiami al rock progressivo è inquadrabile soprattutto all’interno del circuito world più colto. Un concetto quasi astratto, che negli ultimi anni ho ritrovato in band interessantissime come Abash, Sineterra ed Orchestra Joubes (giusto per dare qualche piccola indicazione), accostabili per spirito e concezione a questo idioma world progressive che fonde jazz, etnica e spiragli classici. I testi, ispirati a miti e leggende, l’utilizzo di lingue antiche come quella maya o egizia, creano un connubio elegante e raffinato. Già l’iniziale Esperi è un crogiuolo delicato su cui volteggia la tromba di Mike Applebaum, interprete che abbiamo avuto modo di apprezzare nei dischi solista di Stefano Panunzi e in Words are all we have dei Fjieri. Come un canto è più vicina alla forma canzone e vede la presenza del bravissimo Fabio Calzavara al sax, mentre Idionimago si sviluppa sulle trame di marimba (suonata da Crepet), bouzouki e fisarmonica (che vede impegnato Christian Tonello). Se Quetzal ci trasporta nella leggenda del popolo Maya, Notte napoletana ci conduce in una città dai mille colori, così come Hadhà As-Sabàh II sembra la soundtrack di una favola araba. Niw.t Nt Nhh ci porta invece lungo le sponde del Nilo, mostrando la grande varietà di soluzioni in possesso dei veneti, prima dell’eccellente ritorno di Calzavara in Alea e dell’africana melodia di djembe che contraddistingue l’ottima O Mama. La chiusura di Storie mediterranee regala una nuova apparizione di Applebaum e la celestiale arpa di Irene De Bartolo, degno finale di un disco dalle atmosfere sempre coinvolgenti e di grande classe. (Luigi Cattaneo)

Alea (Video)

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